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Parco Archeologico di Urbs Salvia

Un tuffo nel passato di una antica città romana

II Parco Archeologico di Urbs Salvia si sviluppa per circa 40 ettari ed è il più importante e spettacolare delle Marche. Il percorso di visita consente di cogliere nella sua interezza la struttura di una tipica città romana. Nel punto più alto è collocato il Serbatoio dell’acquedotto, due gallerie parallele che rifornivano d’acqua la città sottostante. Più in basso il Teatro, uno dei più grandi d’Italia e l’unico che conservi consistenti tracce di intonaco dipinto. Fu edificato in laterizi all’inizio del I sec. d.C. Il sottostante “Edificio a nicchioni” fungeva da scenografico raccordo dei vari livelli della città, cioè fra il sovrastante pianoro del teatro e il foro. Ai piedi della collina sorge la maestosa area sacra, costituita da un tempio minore e da un grande Tempio con criptoportico, corridoio sotterraneo dove si possono ammirare pregevoli affreschi con iconografie legate alla propaganda augustea e deliziosi riquadri con scene di animali intervallate da maschere lunari. Al di fuori dell’imponente Cinta muraria, alta fino a cinque metri, si trova l’Anfiteatro, fatto costruire da Lucio Flavio Silva Nonio Basso alla fine del I sec. d.C. nei cui pressi sorgono due imponenti Monumenti funerari. La visita al Museo Archeologico Statale permette infine di avere uno sguardo d’insieme sulla civilizzazione romana del sito.

www.urbisaglia.com/parco-archeologico
Parco archeologico di Urbs Salvia
Parco archeologico di Urbs Salvia
Parco archeologico di Urbs Salvia
Parco archeologico di Urbs Salvia

Lo Sferisterio

Il tempio della lirica marchigiana

Costruito tra il 1820 e il 1829 per volere di cittadini maceratesi benestanti, l’edificio fu costruito sul progetto del giovane Ireneo Aleandri. Concepito per il gioco della palla col bracciale, molto in voga nella metà dell’Ottocento, all’inizio ospita diversi tipi di spettacoli pubblici, come feste, giostre, manifestazioni politiche e sportive, circhi equestri e cacce di tori. Nel Novecento si inizia a pensare che lo spazio della costruzione, quell’armonia interna tra il colonnato neoclassico, l’alto muro rettilineo e la grande area aperta centrale, possano essere perfetta cornice per gli spettacoli di opera lirica. Nel 1921 debutta allo Sferisterio L’Aida di Giuseppe Verdi, che sarà replicata per 17 serate, e vista da 70 mila persone. Dopo il Secondo conflitto, nel 1967, il teatro lirico riprende la sua ascesa in un percorso ricco di successi fino all’attuale Macerata Opera Festival ospitando gli artisti tra i più importanti al mondo.
Con la sua perfetta visibilità e l’eccellente acustica naturale, circa 2500 posti, 104 palchi e un palcoscenico di dimensioni notevoli, le Stagioni liriche dello Sferisterio richiamano il pubblico più esigente ad applaudire originali proposte e cast prestigiosi.

www.sferisterio.it
Arena Sferisterio
Arena Sferisterio

Recanati: la città di Leopardi

Un luogo dove perdersi nell’infinito

Parlare di Recanati è come evocare il grande poeta Giacomo Leopardi che qui nacque nel 1798, e da questa graziosa cittadina delle Marche fu ispirato in molte delle sue liriche. Viene spontaneo pensare alla piazza del "Sabato del Villaggio", su cui si affaccia la casa natale del Poeta; alla Torre del "Passero Solitario" nel chiostro accanto alla Chiesa di S. Agostino, che risale al XIII secolo; al colle de "L'infinito" sul monte Tabor con l'antico orto del monastero delle suore clarisse e il Centro Mondiale della poesia e della cultura.
Oggi la città di Recanati è nota in tutto il mondo anche grazie al suo Poeta ed al relativo Centro Nazionale di Studi Leopardiani ma il visitatore amante della cultura troverà in questa cittadina marchigiana tanti altri motivi d'interesse: dalla Biblioteca di 20.000 volumi raccolti dal Conte Monaldo, padre di Giacomo, ai palazzi ed alle Chiese ricche di opere d'arte, fino al museo dedicato a un altro grande figlio che ha reso famosa la città: il tenore Beniamino Gigli.

www.recanatiturismo.it
www.leopardi.it
Ritratto di Giacomo Leopardi

Loreto e la Santa Casa

Uno dei più importanti Santuari mariani del mondo

Come uno scrigno, la Basilica di Loreto custodisce al suo interno uno dei più grandi tesori della cristianità presenti in Italia: la Santa Casa di Nazaret, dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l'Annunciazione.
La "casa della Madonna" era formata da tre pareti addossate ad una grotta scavata nella roccia (che si trova nella Basilica dell'Annunciazione a Nazaret). La tradizione popolare racconta che nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre del 1294 le pietre della casa di Nazaret vennero trasportate in volo dagli angeli. In realtà, alcuni studi e dei documenti ritrovati hanno confermato che il trasporto avvenne per mare su navi crociate. Infatti, dopo la cacciata dei cristiani dalla Terra Santa da parte dei musulmani, un esponente della famiglia Angeli, regnanti dell'Epiro, si interessò di salvare la Santa Casa dalla sicura rovina, che fu, dunque, trasportata prima a Tersatto, nell’odierna Croazia, nel 1291 e poi a Loreto il 10 dicembre 1294.
Gli studi effettuati sulle pietre della Santa Casa ne confermerebbero l'origine palestinese, esse sono lavorate secondo la tecnica usata dai Nabatei, un popolo confinante con gli ebrei, molto usata anche in Palestina. Sulle pietre vi sono numerosi graffiti simili a quelli giudeo-cristiani del II-V secolo ritrovati in Terra Santa, in particolare a Nazaret. Inoltre i raffronti tecnici e architettonici dimostrano che le tre pareti si connettono perfettamente alla grotta custodita a Nazaret.

www.comune.loreto.an.it/visitatore
Santa Casa di Loreto